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Scritto da Erica
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domenica 18 febbraio 2007 |
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Doveva essere un intervento di routine, invece le è costato la vita. Un prezzo decisamente troppo alto da pagare per una banalissima operazione di appendicectomia.
Doveva essere un intervento di routine, invece le è costato la vita. Un prezzo decisamente troppo alto da pagare per una banalissima operazione di appendicectomia. Soprattutto quando si hanno soltanto 16 anni e davanti un futuro immaginato mille volte, ma tutto ancora da costruire. E 16 anni aveva Federica Monteleone quando, lo scorso 19 gennaio, è entrata nella sala operatoria dell’ospedale Iazzolino di Vibo Valentia per sottoporsi ad un semplice intervento chirurgico. Ma qualcosa è andato storto e lei è sprofondata in un sonno profondo che si chiama coma. Un sonno dal quale non è più riuscita a risvegliarsi. Per sette interminabili giorni, in un’estenuante altalena di speranza e pessimismo, Federica ha lottato tenacemente contro la morte, ma purtroppo non ce l’ha fatta. I danni subiti erano troppo gravi e se n’è andata per sempre. È andata via in un uggioso mattino di gennaio, proprio mentre i suoi compagni di classe arrivavano all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove la ragazza era stata trasferita.La notizia è arrivata come un pugno nello stomaco, lasciando tutti impietriti.«Federica è morta, è morta…». Una frase terribile, che ha continuato a riecheggiare nell’aria per un tempo incalcolabile, rimbalzando di persona in persona fino ad arrivare a Vibo, la sua città. Una storia incredibile quella di Federica, una storia che si farà fatica a dimenticare. Una storia che tocca tutti, che ci costringe a fare i conti con le nostre paure più intime. È anche per questo motivo che il giorno dei suoi funerali migliaia di persone si sono riversate a Vibo Marina, quasi a voler stringere in un grande abbraccio i coraggiosi genitori della ragazza.Tutti lì a porgere l’ultimo saluto a Fede, strappata per forza alla vita, ai suoi sogni, alle sue passioni. Neppure il Vescovo è riuscito a trattenere la commozione, mentre di fronte alla bara bianca pronunciava parole forti rivolgendosi a quei medici «che io amo ed ammiro – ha detto – e che voi tutti dovete amare». A quei medici ha chiesto il perché di questa tragedia ed ha ricordato loro di mettere sempre l’uomo davanti a tutto. Quindi, ha pregato perché drammi del genere non debbano più accadere ed ha rivolto parole di grande ammirazione ai genitori di Federica per la compostezza e la grande dignità con la quale stanno affrontando l’immenso dolore per la perdita della figlia. «Federica ha scelto la perfezione, è volata in cielo – ha sussurrato mamma Maria, gli occhi tumefatti dal pianto nascosti dietro gli occhiali scuri –, solo lì esiste la perfezione e ora sta danzando con gli angeli». Leggera come le centinaia di palloncini rosa che si sono alzati in volo nel cielo terso d’inverno nell’attimo in cui il feretro è uscito dalla chiesa in quel triste giorno dell’addio. Quel cielo che almeno i suoi occhi potranno guardare ancora, donati perché possano dar luce a un’altra vita.VACIRCA ERIKA |