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E-mail di richiesta informazioni da parte di Ruggero Pegna <> (Dalla rubrica "Non solo graffi" del settimanale "Calabria7" del 23 febbraio 2007. Dedicato a Federica Monteleone) Si può fare amicizia in tanti modi. Tra i banchi di scuola, sulle spiagge d’agosto, nelle notti a ballare o in mille altri luoghi e momenti. Non avrei immaginato di poterla fare in un angolo di cielo, con una ragazza dolce e spaventata che, alle porte della vita, si è trovata dirottata tra distese azzurre e luccichii di stelle, distante dai suoi amici, dalla sua famiglia, dai suoi sogni e dalle sue speranze. Ho incontrato Federica a spasso nei miei pensieri nel cuore della notte e siamo subito diventati amici. La stessa paura per i medici, lo stesso batticuore entrando in ospedale, lo stesso desiderio di sentirsi dire che tutto andrà bene già solo per una puntura. Lo stesso desiderio di scorgere in un sorriso o in una carezza quell’ incoraggiamento necessario per affrontare quei piccoli o grandi ostacoli che nella vita, però, bisogna superare. Ci siamo subito capiti su tante cose. Lei amante della danza, io di ogni tipo di musica. Le ho detto che organizzo concerti. Mi ha guardato incuriosita e triste. “Chissà, se ci fossimo conosciuti prima, forse ci sarebbe scappata qualche bella foto col mio cantante preferito”, mi ha sussurrato... Lei, come me, attratta dal giornalismo, dalla voglia di scrivere e comunicare. Quante cose in comune con la mia nuova piccola amica! Simili davvero in tanto. Ci siamo anche detti che ci fa una tremenda paura l’ idea di addormentarci e, chissà, non svegliarci più… Pensavo di essere io quello un po’ fissato. Mi ha chiesto di darle coraggio per un piccolo intervento all’appendice che le fa tanta paura. “Cosa vuoi che sia?” Le ho detto. “Tranquilla, meglio un’ appendice infiammata che una leucemia o un trapianto di midollo, come è capitato a me... Non ci crederai, ma quanto avrei voluto che si trattasse di una banale appendicite!” “Ma ho paura dell’anestesia”, mi ha risposto più luminosa che mai, incrociandomi lo sguardo con due occhi di una dolcezza strana, quasi persi tra le distese celesti. “Anche io, ma è una cosa davvero banale!” L’ ho subito tranquillizzata... Federica, la mia nuova amica, viene a trovarmi quando meno me lo aspetto. La porta da me un forte soffio di vento, una nuvola bianca, il mare arrabbiato. Basta un attimo di malinconia e, da qualche giorno, la vedo arrivare, dolce e discreta. Intuisce se sono in un momento di sconforto, o avvilito, indispettito, indignato. Mi dice di avere pazienza, di chiudere gli occhi e stare tranquillo. Poi vola via. La seguo e la perdo! Quando apro gli occhi la ritrovo bellissima, con i suoi lunghi capelli pieni di fiori, addormentata in un grande castello, rischiarata da fiaccole e torce. La ritrovo addormentata, circondata da tante persone che le vogliono bene e che vigilano sul suo sonno, in attesa che arrivi un principe azzurro e, come in tutte le fiabe, con un bacio la svegli e se la porti con se. Ruggero Pegna |